archivio mostre 2005
 





ANTICHE STAMPE

Incisioni di Antichi Maestri
dal XV al XIX Secolo



dal 2 novembre al 24 dicembre 2005

   
  Dal 2 novembre, la galleria Salamon&C esporrà, presso i locali di via San Damiano 2 (interno), sessanta antiche incisioni di grandi maestri realizzate dal XV al XIX secolo.
 
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Lucas van Leyden
(Leyden 1494 – 1533)

La Tentazione di Adamo ed Eva, 1506 ca.
Bulino originale, monogrammato e datato
in lastra; Hollstein X, 38.7; mm 118 x 88.


Splendida prova di questa rara stampa, sebbene raffiguri un tema molto caro a Luca di Leyda, che dedicò alla caduta dell’uomo ben quattro incisioni a bulino, oltre alle sei tavole dedicate alla storia di Adamo ed Eva.
Completa di tutta la parte incisa e dell’impronta marginale. In perfetto stato di conservazione.
Al verso il timbro di collezione di Th. Banks, scultore inglese nato a Lambeth nel 1735, che riunì una bellissima collezione di stampe e
disegni del ‘500. La raccolta venne poi ereditata dall’unica figlia che mise in vendita solo una minima parte della collezione che passò di mano in mano ai suoi eredi (Lugt 2423).

   
 
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Camillo Procaccini
(Bologna 1555 – Milano 1626)

Il Riposo durante
la Fuga in Egitto


Acquaforte originale, firmata in lastra; Bartsch XVIII, 20.3; P. Bellini, Camillo Procaccini, n. 24 II/II; mm 226 x 280.

Splendida prova dal segno particolarmente nitido, caratteristica desiderabile in Camillo Procaccini, che per la pienezza e grande quantità di segni tende ad essere, altrimenti, poco leggibile.

 
 
Completa e con un piccolo margine tutt'intorno. La conservazione e’ eccezionale. Al verso il timbro di catalogazione LS, con un numero apportato a matita, non riscontrato sul Lugt. Soggetto molto raro.
Camillo Procaccini realizzò tre acqueforti dedicate al tema biblico del Riposo durante la fuga in Egitto, composizioni pervase da un clima di soffusa e delicata leggerezza, da una spiritualità intensa che rappresenta una delle caratteristiche fondamentali della sua arte. Le tre tavole mostrano un artista molto attento alla costruzione dello spazio, denominata “a conchiglia”, resa attraverso la ricca vegetazione e i giochi di luce che racchiudono la scena permettendo, allo stesso tempo, un notevole coinvolgimento da parte dello spettatore. La gestualità calma e pacata dei personaggi, la semplicità e l’immediatezza che dominano l’intera scena si discostano dall’enfasi barocca e richiamano i modi del Carracci e, soprattutto, di Federico Barocci. L’incisione qui presentata, oltre alla firma del Maestro, reca il nome dello stampatore Gaspare Dall’Oglio attivo a Bologna che permette di datare l’opera anteriormente al 1587, anno in cui Procaccini si spostò dalla città emiliana a Milano.
 
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Francisco Goya y Lucientes
(Fuendetodos 1746 – Bordeaux 1828)

Proverbios (quattro tavole aggiuntive)


Acqueforti, acquatinte brunite e puntesecche originali;
T. Harris, Vol. II nn. 266 - 269;
mm 283 x 430.

Le quattro incisioni sono di qualità eccellente e di assoluta omogeneit à, rendendo l'’insieme molto ricercato.
Ampi margini intonsi su tutti i lati delle quattro opere, che sono in perfetto stato di conservazione.
Le quattro tavole aggiuntive alla serie dei Proverbios rappresentano l’ultima e la più enigmatica serie di incisioni realizzate da Francisco Goya; la raccolta, composta da 18 esemplari, risale probabilmente agli anni tra il 1815 e il 1824, tuttavia fu pubblicata solo nel 1864. Il significato della serie è ancora piuttosto ambiguo, sebbene molti titoli delle
opere rimandano ad alcuni popolari proverbi spagnoli.
Le tavole aggiuntive furono presentate per la prima volta nel 1877, pubblicate sulla rivista “L’Art” dell’editore Francois Lèinard. A differenza, quindi, delle diciotto tavole della serie, le stampe aggiuntive hanno visto solo questa edizione e per tale motivo sono molto rare. I quattro esemplari sono caratterizzati dalla presenza del titolo inciso sulla lastra sia in lingua spagnola che francese.

 


orari:
da lunedi a venerdi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19
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