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Gianfranco Ferroni, scomparso nel 2001, è considerato all’unanimità della critica come il maggior esponente del figurativo del secolo scorso e tra i massimi incisori italiani.

Le sue opere attirano l’attenzione del neofita, per l’aspetto raffinatamente decorativo, e, nel contempo, sono in grado di soddisfare l’appassionato colto, alla ricerca di significati introspettivi, capaci di soddisfare il suo bisogno di emozione intellettuale. Grafiche che illustrano soprattutto il proprio mondo, fatto di cose d’uso comune, di interni dall’equilibrio armonico, da nature morte dove la luce regna, snodandosi fra oggetti che divengono metafora della mente umana, dei suoi pensieri, invasi di ombre, fantasmi, idee.

 
  

Lettino, 1989
Litografia a 5 colori su chine-collée, mm 320 x 300

biografia
 
 
 
Finestra aperta sul lago, 1980
Litografia a 5 colori su chine-collée, mm 346 x 307
 
 
 
  
La luce della solitudine, 1990
Litografia a 5 colori, mm 265 x 255
 
 
 
 
Tavolino con oggetti, 1990
Litografia a 8 colori su chine-collée, mm 268 x 260
 
 
 
 
Oggetti sulla sedia, 1977
Litografia a 3 colori su chine-collée, mm 348 x 300
 
 
 
 
Io seduto, 1977
Litografia a 5 colori su chine-collée, mm 180 x 180
 
 
 
 
Tavolino con quadrato, 1989
Litografia a 4 colori, mm 245 x 192
 
 
 
 
Grande natura morta, 1992
Litografia a 6 colori, mm 308 x 305
 
 
 
 
Ambiente sconvolto I, 1976
Litografia a 5 colori su chine-collée, mm 409 x 336
 
 
 
 
Lettino sfatto, 1977
Acquaforte, mm 158 x 110
 
 
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