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Quando Giovanni Testori conobbe Federica Galli, negli anni '70, l'artista cremonese aveva gią un passato disseminato di successi di critica e fortuna commerciale. Le sue acqueforti godevano di un vasto pubblico di estimatori che non poteva non sostenere un'artista capace d'aver riportato in auge il genere del vedutismo, dopo anni d'oblio.

Vedute delle sue cittą predilette: Milano e Venezia, ma anche luoghi meno noti e riconoscibili della "sua" campagna lombarda. Gli alberi, da sempre presenti in maniera predominante nella sua opera, diventano protagonisti assoluti, a partire dalla seconda metą degli anni '80, quando intraprende un viaggio lungo tutto il territorio italiano a caccia di Alberi Monumentali, quasi sempre colossi centenari, di cui ci illustra un panorama non sempre noto, di veri e propri giganti spettacolari. Esempi di forme ed intrecci affascinanti e, come per le vedute, sempre privi di figure umane, ma non per questo di linfa vitale.

 
  

Ritratto di Federica Galli

biografia
 
 
 

Il pioppo di Pavia, 1996
Lombardia
acquaforte originale, mm 496 x 492

 
 
 
  

Parco di Racconigi, 1994
Piemonte
acquaforte originale, mm 589 x 594

 
 
 
 

Roverella della ca'del Pepp, 1995
Piemonte
acquaforte originale, mm 490 x 794

 
 
 
 
La quercia delle streghe, 1995
Toscana
acquaforte originale, mm 490 x 975
 
 
 
 

La rovere di Piave a Pitti, 1994
Toscana
acquaforte originale, mm 394 x 398

 
 
 
 
Il giardino della villa Reale a Monza, 1997
Lombardia
acquaforte originale, mm 715 x 391
 
 
 
 
Il platano dei cento bersaglieri, 1996
Veneto
acquaforte originale, mm 496 x 487
 
 
 
 
Il ficus di Palermo, 1998
Sicilia
acquaforte originale, mm 497 x 493
 
 
 
 
Il castagno dei 100 cavalli, 1998
Sicilia
acquaforte originale, mm 490 x 796
 
 
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