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Quando Giovanni Testori conobbe Federica Galli, negli anni '70, l'artista cremonese aveva gią un passato disseminato di successi di critica e fortuna commerciale. Le sue acqueforti godevano di un vasto pubblico di estimatori che non poteva non sostenere un'artista capace d'aver riportato in auge il genere del vedutismo, dopo anni d'oblio.

Vedute delle sue cittą predilette: Milano e Venezia, ma anche luoghi meno noti e riconoscibili della "sua" campagna lombarda. Gli alberi, da sempre presenti in maniera predominante nella sua opera, diventano protagonisti assoluti, a partire dalla seconda metą degli anni '80, quando intraprende un viaggio lungo tutto il territorio italiano a caccia di Alberi Monumentali, quasi sempre colossi centenari, di cui ci illustra un panorama non sempre noto, di veri e propri giganti spettacolari. Esempi di forme ed intrecci affascinanti e, come per le vedute, sempre privi di figure umane, ma non per questo di linfa vitale.

 
  

Ritratto di Federica Galli

biografia
 
 
 

Milano, San Simpliciano senza la luna, 1989
Acquaforte su zinco, mm 384 x 794

 
 
 
  

Milano nord Bovisa, 1989
Acquaforte su zinco, mm 393 x 794

 
 
 
 

Milano, giardini pubblici, 1989
Acquaforte su zinco, mm 795 x 394

 
 
 
 
Milano, via Lupetta, 2003
Acquaforte su zinco, mm 496 x 493
 
 
 
 
Il castagno dei cento cavalli, 1998
Acquaforte su zinco, mm 490 x 796
 
 
 
 
Il ficus di Palermo, 1998
Acquaforte su zinco, mm 394 x 795
 
 
 
Le Cupole, 1983-1985
Acquaforte originale, mm 592 x 587
 
 
 
 
Rio Ognissanti, 1984-1986
Acquaforte originale, mm 490 x 840
 
 
 
 
Cannaregio, 1986
Acquaforte originale, mm 393 x 798
 
 
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