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Quando Giovanni Testori conobbe Federica Galli, negli anni '70, l'artista cremonese aveva gią un passato disseminato di successi di critica e fortuna commerciale. Le sue acqueforti godevano di un vasto pubblico di estimatori che non poteva non sostenere un'artista capace d'aver riportato in auge il genere del vedutismo, dopo anni d'oblio.

Vedute delle sue cittą predilette: Milano e Venezia, ma anche luoghi meno noti e riconoscibili della "sua" campagna lombarda. Gli alberi, da sempre presenti in maniera predominante nella sua opera, diventano protagonisti assoluti, a partire dalla seconda metą degli anni '80, quando intraprende un viaggio lungo tutto il territorio italiano a caccia di Alberi Monumentali, quasi sempre colossi centenari, di cui ci illustra un panorama non sempre noto, di veri e propri giganti spettacolari. Esempi di forme ed intrecci affascinanti e, come per le vedute, sempre privi di figure umane, ma non per questo di linfa vitale.

 
  

Ponte di Rialto, 1987
Acquaforte originale, mm 489 x 488

 
 
 

Lago dei Pageri, 1985-1986
Acquaforte originale, mm 294 x 793

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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