Quando
Giovanni Testori conobbe Federica Galli, negli anni '70, l'artista cremonese
aveva gią un passato disseminato di successi di critica e fortuna commerciale.
Le sue acqueforti godevano di un vasto pubblico di estimatori che non poteva non
sostenere un'artista capace d'aver riportato in auge il genere del vedutismo,
dopo anni d'oblio.
Vedute delle sue cittą predilette: Milano e Venezia,
ma anche luoghi meno noti e riconoscibili della "sua" campagna lombarda. Gli alberi,
da sempre presenti in maniera predominante nella sua opera, diventano protagonisti
assoluti, a partire dalla seconda metą degli anni '80, quando intraprende un viaggio
lungo tutto il territorio italiano a caccia di Alberi Monumentali, quasi sempre
colossi centenari, di cui ci illustra un panorama non sempre noto, di veri e propri
giganti spettacolari. Esempi di forme ed intrecci affascinanti e, come per le
vedute, sempre privi di figure umane, ma non per questo di linfa vitale.