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Quando Giovanni Testori conobbe Federica Galli, negli anni '70, l'artista cremonese aveva già un passato disseminato di successi di critica e fortuna commerciale. Le sue acqueforti godevano di un vasto pubblico di estimatori che non poteva non sostenere un'artista capace d'aver riportato in auge il genere del vedutismo, dopo anni d'oblio.

Vedute delle sue città predilette: Milano e Venezia, ma anche luoghi meno noti e riconoscibili della "sua" campagna lombarda. Gli alberi, da sempre presenti in maniera predominante nella sua opera, diventano protagonisti assoluti, a partire dalla seconda metà degli anni '80, quando intraprende un viaggio lungo tutto il territorio italiano a caccia di Alberi Monumentali, quasi sempre colossi centenari, di cui ci illustra un panorama non sempre noto, di veri e propri giganti spettacolari. Esempi di forme ed intrecci affascinanti e, come per le vedute, sempre privi di figure umane, ma non per questo di linfa vitale.

 
  

Venezia, Tre Gondole, 1986
acquaforte originale, mm 217 x 292

 
 
   

Venezia, Cannaregio, 1986
acquaforte originale, mm 393 x 798

 
 
   

Venezia, Ponte di Rialto, 1987
acquaforte originale, mm 489 x 488

 
 
   

Venezia, Rio San Lorenzo, 1987
acquaforte originale, mm 489 x 485

 
 
   

Un'opera di Federica Galli esposta ad Art Verona 2008
Stand Salamon&C

 
 
   

Federica Galli vista dall'obiettivo
di Gianni Berengo Gardin

 
 
Gianni Berengo Gardin
REPORTRAIT

Catalogo
Allemandi 2009
 
Due opere di Federica Galli
in esposizione per:
MILANO GALLERIE

Palazzo della Triennale
2 - 18 ottobre 2009
 
   

Martedi
Acquaforte originale, mm 146 x 149

 
 
 
   

Le quai, 2002
Acquaforte originale, mm 255 x 179

 
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